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Il 2011, si è chiuso - secondo i dati del Haut Commissariat au Plan (HCP – Istat marocchino), con un incremento del 4,3% rispetto al 2010 (99 miliardi di dollari). Tale risultato è consolidato dal buon andamento delle attività produttive, secondarie e terziarie in particolare per le quali si è verificato un aumento del 4,7% rispetto all'anno antecedente (1)  ma anche da un buon andamento della domanda interna, incrementata del 6,5% rispetto al 2,2% nel 2010 grazie ad una politica di contenimento dell'inflazione (0,9% nel periodo considerato). Infatti il governo marocchino consapevole dell'aumento costante del deficit della bilancia commerciale e di conto corrente, mira ad incrementare il potere d'acquisto della popolazione mediante l'aumento delle retribuzioni al fine di sostenere la domanda interna. Nel 2011 sono infatti stati spesi 24 miliardi di dirhams (2, 14 miliardi di euro) per incrementare le retribuzioni in generale (reddito minimo annuo 2003 : 17.000 dh - 2010: 25.333 dh pari a 2.262 euro). Nonostante la buona performance macroeconomica del Regno del Marocco in un contesto globale post-crisi molto delicato, uno dei maggiori problemi e' costituito dall'aumento costante del deficit di bilancio dello Stato. Uno dei principali punti di vulnerabilità e' costituito dal deficit di bilancio, in costante crescita dal 2006 (2,1% del PIL) ad oggi (2do semestre 2011: 20 miliardi di dirhams , pari 3,5% del PIL rispetto a 14 miliardi di dirhams, I semestre 2011), in aumento rispetto a 30,78 miliardi di dirham al 30/12/2010 (4% del PIL). Tale risultato è dovuto principalmente all'incremento delle sovvenzioni statali ("Fond de compensation”: +86,3% rispetto al 2010) per controbilanciare il rincaro dei prezzi delle materie prime, in modo particolare dei carburanti e dei cereali, preservando il potere di acquisto della popolazione (1bis).

Maggiori informazioni sull’economia marocchina e le relazioni con l’Italia possono essere trovate nel Rapporto congiunto Ambasciata - Ufficio ICE al link: http://www.rapportipaesecongiunti.it/rapporto-congiunto.php?idpaese=83