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INVESTIRE IN MAROCCO - Le domande più frequenti:


Chi può Investire in Marocco?
  
Tutti gli operatori economici stranieri, residenti e non in Marocco, possono investire liberamente in tutti i settori dell’attività economica, senza alcun’autorizzazione preventiva. Grazie ad un rilevante numero di accordi internazionali, gli investimenti esteri sono garantiti dal rischio di nazionalizzazioni/ espropriazioni e dall’onere della doppia imposizione fiscale sui relativi proventi.    

E’ consentito creare in Marocco società a capitale straniero?  
In Marocco è possibile creare società a capitale 100% straniero. Le forme societarie rispecchiano sostanzialmente quelle francesi e non si discostano quindi molto da quanto previsto dal nostro ordinamento.    

Vi sono restrizioni in materia valutaria?
Nessuna restrizione è prevista in materia di convertibilità della valuta nazionale e di rimpatrio dei capitali. Le agevolazioni fiscali constano di una serie di riduzioni e/o esoneri dei dazi doganali, dell’imposta sul valore aggiunto (Taxe sur la valeur ajoutée – TVA), di altre imposte dirette e delle imposte sulle società (Impôts sur les sociétés).    

Sono previsti incentivi per le imprese?  
Si, ed in particolar modo vantaggiosi sono gli incentivi previsti a favore delle imprese dedite alla produzione di beni destinati all’esportazione, in particolare verso l’UE e gli altri Paesi della Lega araba, con i quali non esistono dazi doganali. Le imprese il cui programma d’investimento riveste una certa importanza a causa del suo importo o del numero d’impiegati stabili che intende creare, possono beneficiare di specifici vantaggi nel quadro dei contratti da concludere con lo Stato. I vantaggi previsti fanno riferimento a :   Terreni;   Infrastrutture;   Formazione.    

Quali sono le caratteristiche del regime doganale e delle importazioni?  
Per l’investitore industriale stabilmente localizzato in Marocco, e per i potenziali investitori esteri intenzionati a vagliare il mercato interno del paese al fine di decidere un eventuale insediamento, esistono anche favorevoli regimi doganali, finalizzati allo sviluppo degli scambi commerciali con l’estero ed alla promozione delle esportazioni.  
Per le importazioni in Marocco i prodotti sono suddivisi in due categorie :  
- I beni di importazione libera (lista A) richiedono semplicemente una dichiarazione di impegno di importazione (Engagement d’Importation) domiciliata. Sono in alcuni casi specifici è richiesto un visto preliminare dell’Ufficio dei Cambi Marocchino.  
- I beni soggetti a licenza (lista B) richiedono un certificato di importazione, rilasciato dal Ministero del Commercio su presentazione di una fattura proforma in due esemplari, vistato dall’Ufficio dei Cambi.
Le fatture consegnate in appoggio alla richiesta di importazione non devono essere datate oltre i tre mesi e devono recare il timbro del fornitore.
Sono vietate, in linea di principio, le importazioni di macchinari industriali di seconda mano ; dal maggio 1990 è invece consentita l’importazione di automobili usate (soggette tuttavia a dazi elevati, fino al 100% del valore doganale).  
Ormai circa il 90% dei beni importabili rientra nella lista A, ed è quindi esente da licenza.      

Esistono fondi locali per  agevolare la creazione di nuove imprese?  
Il Fondo Hassan II è stato costituito al fine di agevolare la creazione di nuove imprese ed interviene con una sovvenzione a fondo perduto sull’acquisizione della struttura immobiliare strumentale (terreno e fabbricati relativi).  
La facilitazione è così strutturata :  
- Terreni : sovvenzioni pari a massimo il 50% del valore, con un massimo di 250 Dirham per metro quadrato ;  
- Fabbricati : sovvenzione pari a massimo il 30% del valore, con un massimo di 1.500 Dirham per metro quadrato.  
Per poter avanzare domanda di accesso al programma è richiesto un investimento minimo in macchinari di 1 milione di Dirham.
La risposta delle autorità competenti è prevista entro 30 giorni.    

E ne esistono di italiani o di internazionali?  
Esistono altre forme di agevolazione azionabili relativamente al mercato marocchino, gestite da vari organismi italiani ed internazionali.
Riportiamo di seguito una breve lista esemplificativa, rammentando che si tratta di agevolazioni con accesso condizionato al rispetto di vari elementi, la cui presenza va accertata di volta in volta :    
- Fondi UE MEDA II per lo sviluppo delle PMI e la formazione professionale in vista della totale apertura delle frontiere tra Marocco e UE, prevista per il 2012 ;  
Interventi SIMEST, con finanziamenti agevolati e partecipazione azionaria ;  
- Finanziamenti bancari « credito acquirente » e « credito fornitore » assistiti da garanzia SACE ;  
- Linea di credito UNIDO (Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) gestita dall’Italia, destinata al finanziamento di progetti di PMI marocchine che acquistano tecnologia italiana.

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Aggiornato al 06/04/2007


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